Nuovo rapporto: il 55% delle vittime di tratta di esseri umani viene sfruttato sessualmente – pochi colpevoli condannati

La coalizione Plateforme Traite (cinque ONG svizzere contro la tratta di esseri umani) ha presentato i suoi dati per il 2025. SWI swissinfo.ch li ha elaborati il 30 luglio 2026 – e il quadro è deludente.

I fatti in breve: 192 vittime identificate per la prima volta nel 2025, oltre 380 persone in colloqui iniziali, un totale di 532 persone seguite. Il 70% sono donne, provengono da 79 paesi diversi (più frequentemente Colombia, Nigeria, Brasile). Il 55% dei casi riguarda lo sfruttamento sessuale, il 42% lo sfruttamento lavorativo. In contrasto, nel 2025 sono stati avviati solo 87 procedimenti penali – e dal 2006 in media solo dieci condanne definitive per anno. Le organizzazioni riconduco questo a una definizione legislativa poco chiara e alla mancanza di competenze specializzate tra le autorità; molti autori di reati rimangono semplicemente impuniti.

Perché è importante per noi: la tratta di esseri umani non è la stessa cosa del lavoro sessuale. Chi lavora di propria iniziativa non ha nulla a che fare con la coercizione e lo sfruttamento – al contrario, proprio un settore depenalizzato e visibile rende più facile riconoscere situazioni di vero sfruttamento. Ma i numeri mostrano due cose che influiscono direttamente sulla realtà lavorativa: primo, sono sproporzionatamente donne migranti a finire in situazioni di dipendenza. Secondo, un tasso di condanna in una sola cifra segnala che gli sfruttatori hanno poco da temere – un segnale fatale per chi sta pensando di denunciare. Le persone colpite hanno diritto in Svizzera a protezione, tempo di riflessione e consulenza, ad esempio presso servizi specializzati come FIZ o ACT212. Conoscere questi punti di contatto e condividerli può essere decisivo in caso di emergenza.

Un rapporto come questo non è un argomento contro il lavoro sessuale, ma uno a favore di leggi migliori e di un serio perseguimento penale dove effettivamente entra in gioco la coercizione.

Cosa dovrebbe cambiare affinché le persone colpite trovino più coraggio nel denunciare lo sfruttamento – più protezione, leggi più chiare o semplicemente più fiducia nelle autorità?